I BORDI DEL MONDO

Milano 28-02-2019 / 04-03-2019

Edge, border, limit, extremity, invisible or very visible, in the works of Paolo Bottarelli displayed in this exhibition at the Basilica della Passione di S. Ambrogio in Milan.
Choosing this historic Milanese location that has hosted many of the exhibitions of artists, designers, sculptors, painters, for years for the "Salone del Mobile" and other cultural initiatives open to experimentation, the exhibition curated by Jean Blanchaert for the Italian artist who has been living in Berlin for a decade, Bottarelli will present one of the most topical contemporary themes: the idea of border, edge, limit, frontier.

In the course of the twentieth century, the term "frontier" has expanded its semantic sphere towards other dimensions: interstellar space, scientific research, up to the multiform crude reality of social inequalities that all fall under this word so full of meanings.
Frontiers, boundaries and limits are lines that trace, configure, delimit - both in the real and in the imaginary - spaces in which the trajectories of the human and of meaning intertwine in the most disparate ways.
Frontier is the geographical trajectory of passage between two differently connoted spaces, a line that separates and establishes a contrast.
The limit is the most extreme line and contains in itself, more than the others, the idea and the perspective of its overcoming.
The trajectories of the border, of the boundary and of the limit, whether they are real or imaginary, geographical or cultural, identify a series of spaces capable of conditioning the representation of the world and of man.
At the same time, new barriers are rising along the edges and within vast portions of the planet. They are barbed wire barriers, walls, ditches and embankments aimed at stemming massive migratory movements in every part of the globe.
They are barriers that risk to bring back humanity towards the ancient and disturbing distinction between "us" and "them", to restore in the collective mentality harmful prejudices and concrete fears towards differences of all kinds, threatening to irreparably scar the Earth with new and deep scars.

Through a careful reading of the titles of each of the ten works on display in this exhibition, one can find a connotation that refers to the idea of an edge, a border, a limit, to be overcome or already overcome.
The attempt, in its poetic meaning, is not to limit the research of these works in a single direction, but to overcome that which is superfluous remains in the balance.
In these works no border separates, parcelling in infinite geographical, mental and physical cubicles what these works try to communicate.
Imaginative attempt to destroy prejudices, reflecting on how precarious could be our condition as spectators on the privileged side of the borders.

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Bordo, confine, limite, margine, estremità, invisibili o visibilissime, nelle opere di Paolo Bottarelli esposte in questa mostra alla Basilica della Passione di S. Ambrogio a Milano.
Scelto questo luogo storico Milanese che ha ospitato molte delle esibizioni di artisti, designer, scultori, pittori, da anni per il “Salone del Mobile” e per altre iniziative culturali aperte alla sperimentazione, l’esposizione curata da Jean Blanchaert per l’artista italiano residente da un decennio a Berlino, Bottarelli presenterà una delle più attuali tematiche contemporanee: l’idea di confine, bordo, limite, frontiera.

Nel corso del XX secolo il termine “frontiera” ha dilatato la propria sfera semantica verso altre dimensioni: lo spazio interstellare, la ricerca scientifica, fino alla multiforme cruda realtà delle disuguaglianze sociali che rientrano tutte in questa parola cosi carica di significati.
Frontiere, confini e limiti sono linee che tracciano, configurano, delimitano – tanto nel reale quanto nell’immaginario – spazi nei quali le traiettorie dell’umano e del senso si intrecciano nei modi più disparati.
Frontiera è la traiettoria geografica di passaggio fra due spazi connotati differentemente, linea che separa e sancisce una contrapposizione.
Il limite è la linea più estrema e contiene in sé, più delle altre, l’idea e la prospettiva del suo superamento.
Le traiettorie della frontiera, del confine e del limite, siano esse reali o immaginarie, geografiche o culturali, individuano una serie di spazi in grado di condizionare la rappresentazione del mondo e dell’uomo.
Nello stesso tempo nuove barriere stanno sorgendo lungo i bordi e all’interno di vaste porzioni del pianeta. Sono sbarramenti di filo spinato, muri, fossati e terrapieni finalizzati ad arginare imponenti spostamenti migratori in ogni parte del globo.
Sono barriere che rischiano di riportare indietro l’umanità verso l’antica e inquietante distinzione tra il “noi” e il “loro”, di ripristinare nella mentalità collettiva dannosi pregiudizi e concrete paure verso le differenze d’ogni genere, minacciando di sfregiare irrimediabilmente la Terra con nuove e profonde cicatrici.

Attraverso un’attenta lettura dei titoli di ognuna delle dieci opere esposte in questa mostra, si può trovare una connotazione che rimanda all’idea di un bordo, un confine, un limite, da superare o già superato.
Il tentativo nella sua accezione poetica è quello di non limitare la ricerca di queste opere in un'unica direzione, ma di superare quel che di superfluo rimane in bilico.
In queste opere nessun bordo che separa, parcellizzando in infiniti cubicoli geografici, mentali e fisici quello che tentano di comunicare questi lavori.
Tentativo immaginifico di distruggere pregiudizi, riflettendo su quanto potrebbe essere precaria la nostra condizione di spettatori dalla parte privilegiata dei confini.